Jun
30
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dangerous behavior

Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna

Facciamo Breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia.
Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos.
Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile.
Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”.
Graziella stava partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.
Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte.
Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay - Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002.
Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’ attivista riconosciuta da tutte e tutti.
Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco”.

Coordinamento Facciamo Breccia: http://www.facciamobreccia.org



Jun
22
By: gabriele | Discussion (0)

free 2 change

In questi giorni abbiamo letto i risultati di questa ricerca scientifica (!?!)

L’omosessualita’ maschile ha una predisposizione genetica ereditata dalla madre, dice un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Padova. In uno studio pubblicato sulla sulla rivista ‘PloS_ONE’, i ricercatori sostengono che i geni dell’omosessualita’ maschile sono stati individuati sulla base di un modello matematico. Secondo il prof. Camperio Ciani, che ha partecipato all’indagine, i risultati rovesciano gli stereotipi comuni per i quali i gay sono ‘contro natura’.

Quella che segue è la posizione di Stargayte davanti a tutto ciò ed al fatto che ancora oggi si insista nel cercare di “normalizzare” il diritto di scelta di ogni essere umano, catalogandolo in “normale” o “anormale”.

Identità dinamica di genere

Sosteniamo fermamente che l’essere umano si contraddistingue per la sua capacità di trasformare continuamente se stesso e l’ambiante che lo circonda, negare questo significa negare tutti i progressi che ci hanno evidentemente allontanato dalla visione zoologica e darwinista che si aveva della “natura umana”. L’essere umano e la sua capacità-necessità di trasformarsi rende inutile qualsiasi sforzo di racchiuderlo in un “genere”, paragonando questo tentativo al voler intendere la trama di un film osservando solo un singolo fotogramma.
I sostenitori di questa violenta forzatura hanno addirittura chiamato in campo “le motivazioni genetiche di certi comportamenti anomali”.
Senza dare altro spazio a queste assurde teorie oscurantistiche noi ci poniamo con forza e serenità a favore della libertà individuale di trasformazione chiedendo per ogni persona il diritto di scegliere come definirsi e se definirsi.
La battaglia sociale legata al “genere” dal nostro punto di vista va inquadrata all’interno di un campo più amplio e non ridurlo semplicemente sul piano dei gusti sessuali.
Parliamo quindi di diritto ad amare liberamente, è assurdo pensare che difronte ad un avanzamento tecnologico così esteso ci si debba trovare a rivendicare diritti così elementari.
Diritto a cambiare liberamente e tutte le volte che si vuole, senza l’obbligo di doversi inquadrare in qualche nicchia di genere, spesso fonte stessa di isolamento e pregiudizio.
Quindi riteniamo indispensabile sovvertire la ghettizzazione attuale e convertirla in un’azione comune che veda la convergenza della diversità ponendo come soggetto centrale l’essere umano.
Questa condizione di isolamento che in un tempo a permesso a molte persone di crearsi un ambito umano vivibile, ora crea una frammentazione delle forze.
Inutile dire che questo gioca a favore di chi sta giorno dopo giorno depennando i diritti fondamentali e alimentando il “disprezzo del diverso” per deviare l’attenzione sociale dai suoi loschi affari.
Riteniamo responsabili di questo sia i governi di destra che di sinistra che avvicendandosi negli ultimi tempi hanno, in un caso danneggiato e in un altro omesso, realtà sociali evidenti che da molto tempo chiedono di essere rispettate e non tollerate.



Jun
16
By: gabriele | Discussion (0)

something new in da house

La Chiesa d’Inghilterra ha annunciato che due preti omosessuali si sono sposati, scambiandosi gli anelli nuziali. Si è trattato della prima cerimonia religiosa di tal genere mai tenutasi in una chiesa inglese. Secondo quanto riferisce il domenicale The Sunday Telegraph, i due preti - Peter Cowell e David Lord - si sono sposati con rito tradizionale nella chiesa di San Bartolomeo il Grande, una delle più vecchie d’Inghilterra. La coppia, prima della cerimonia in chiesa, aveva fatto registrare legalmente il proprio status di partenariato civile. “Questo caso ci appare come un serio strappo alle regole da parte di una persona o di un gruppo di persone”, ha detto all’agenzia France Presse un portavoce della Chiesa anglicana.

Fonte: Ansa

Chissà cosa ne pensa Benedetto?

Clicca qua per leggere la situazione nel mondo delle unioni civili e matrimoni di coppie non esclusivamente eterosessuali.
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Jun
08
By: gabriele | Discussion (2)

I'll be the next one!

ROMA, 7 GIU - Una quindicina di attivisti di un’organizzazione anticlericale, «Facciamobreccia», è stato condotto al posto di polizia presso il Vaticano dopo che hanno srotolato un striscione inneggiante al Gay Pride. Lo ha riferito un attivista in contatto col gruppo che comprende anche Ornella De Zordo, un consigliere comunale di Firenze. Verso le 19,30, mentre nella capitale il corteo dell’orgoglio omosessuale Gay Pride si era da poco concentrato in piazza Navona, il gruppo ha srotolato lo striscione con la scritta «San Giovanni negato, Vaticano occupato».
Il riferimento era al divieto a concludere il corteo a Piazza San Giovanni in Laterano, tradizionale meta delle edizioni passate del Gay Pride ma quest’anno negata dalle autorità per la concomitanza di un convegno dell’università Pontificia seguito da un concerto sacro nella basilica omonima.
De Zordo, componente del gruppo consiliare di sinistra Unaltracittà/unaltromondo, ha riferito il militante, ancora verso le 20,20 era trattenuta per procedure di riconoscimento assieme a militanti di Facciamo Breccia che si presenta come un coordinamento nazionale che organizza manifestazioni «No Vat, Autodeterminazione, laicità, antifascismo» in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi e proteste durante visite papali.
La stessa De Zordo ha confermato l’episodio precisando di essere stata trattenuta al posto di polizia assieme agli altri attivisti per «circa un’ora e
mezza». Il consigliere, contattato per telefono, ha sottolineato che è stata loro preannunciata una denuncia per «manifestazione non autorizzata»: una misura che la De Zordo considera esagerata dato che si sarebbe trattato soltanto di un’ «azione non-violenta» durata «solo tre minuti». Lo striscione, ha aggiunto, è stato subito abbassato e si è anche evitato che altri manifestanti confluissero sulla piazza, proprio per evitare problemi maggiori.
«Hanno alzato il tono», è stato un commento del consigliere riferito all’intervento della polizia contro il gruppetto manifestanti e la denuncia su cui i loro manifestanti «apriranno un contenzioso».

Fonte: ANSA

Testimonianza di una partecipante:

“Un breve report di quanto è avvenuto ieri, sabato 7 giugno, durante il Roma Pride 2008.
Il coordinamento “Facciamo breccia!” in nome dei valori :”autodeterminazione, laicità, antifascismo”, ha ideato e preparato con cautela e senza improvvisazione un’azione simbolica da farsi in Piazza san Pietro: 15 persone, adulte, consapevoli e munite di documenti, si sono recate nella piazza e, nel momento in cui lo hanno annunciato dal palco, hanno aperto uno striscione con scritto “Piazza san Giovanni negata, occupata piazza san Pietro”.
Dopo qualche minuto sono venuti agenti di polizia che hanno ritirato lo striscione (che è stato subito consegnato) e chiesto i documenti (prontamente consegnati). Non è stato lanciato nessuno slogan e l’azione è stata definita dai partecipanti “azione simbolica nonviolenta”. Sono stati fermati anche i numerosi turisti che hanno fotografato la scena e che si sono visti cancellare le foto. Una in particolare è stata fermata insieme ai 15. L’atteggiamento della polizia è stato all’inizio molto aggressivo. Solo l’autocontrollo e la determinazione delle persone fermate ha fatto sì che la situazione non degenerasse. Siamo stati fermati per circa 2 ore al Commissariato e alla fine rilasciati con l’annuncio che arriveranno le denuncie per “manifestazione non autorizzata”. Vari avvocati contattati in diretta hanno sostenuto che non ci sono affatto gli estremi per questo tipo di denuncia e una in particolare, venuta al commissariato, ha parlato a lungo con la polizia. Credo che sia molto grave che, di fronte a un’azione simbolica nonviolenta, si sia messo in moto un meccanismo di questo genere e che siano partite delle denuncie. Un ulteriore conferma di quel clima che vede a Roma la chiusura progressiva di spazi di espressione e di libertà. A dir poco (sono all’ordine del giorno aggressioni a immigrati, omosessuali e soggettività ritenute “fuori norma”).
Abbiamo così ritenuto di dare un piccolo contributo al movimento di “Facciamo breccia!” e più in generale a una difficile battaglia in atto sui diritti e sull’agibilità democratica,
O.



Jun
05
By: gabriele | Discussion (1)

L'Amor con l'Amore si paga!

Di ritorno dall’evento all’Aquila, carichi di entusiasmo e voglia di ripetere questa esperienza ovunque sia possibile, abbiamo iniziato un lavoro di ricerca per raccontare attraverso foto e video l’atmosfera della giornata.

Per adesso potete trovare una

Galleria Fotografica

L'Amor con l'Amore si paga!

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e la Rassegna Stampa Web

a breve alcuni video.

Vogliamo celebrare l’amore attraverso un evento cittadino anche a Firenze, quindi invitiamo qualsiasi coppia di ogni orientamento a contattarci: info@stargayte.net