Autunno tempo di fichi e di ripensare a questa ultima estate. Io ho da disfare le mie valigie di rientro da nuna breve vacanza nei quasi freschi lidi della terra della quale sono figlio. La mia Puglia! Il mio Salento!
La mia casa del sole, del mare, del vino e del vento.
Questa Puglia che mesi fa sembra abbia spiccato un balzo degno della Fiona May in Iapichino, saltando dal vecchio mondo meridionale di confine devoto alla destra post-fascista e democristiana, verso il post-moderno, l’ultramoderno, la fantascienza perfino.
Nicki Vendola, governatore di Puglia.
Vendola il rifondarolo, quello con l’orecchino, quello sempre scravattato. Non un semplice outsider. Vendola insomma.
Neppure nei sogni del caro Fausto o negli incubi piu claustrofobici dei vari d’Alema o Andreotti che siano, sarebbe mai potuto arrivare a tanto.
La puglia della dinastia Fitto, di Padre Pio e della Sacra Corona Unita mai presagiva un simile risultato.
Era sembrato a molti una bravata politica come ai bei tempi della Cicciolina in parlamento. Una partita da vincere a mani basse per il












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