Nov
18

Rituale ormai canonico di ogni fine estate: le spiagge, vere e proprie passerelle degli ultimi mesi, si svuotano, lasciando riversare i protagonisti nell’aranciato grigiore autunnale delle nostre città.
Ed ecco la magia! Vetrine autunno-inverno tramutano donne in autentiche Alice nel paese delle meraviglie e uomini in Lucignolo alla scoperta del paese dei balocchi. Parola d’ordine “libertà”.
Nessuna rigidità, niente regole, ma spazio all’estro personale e alla fantasia accompagnata dal buon gusto. Nessuna ammonizione al colore, che tuttavia denota una predilezione per le gamme del viola, dal melanzana al cipria. Quasi banale menzionare l’intramontabile nero.
Citazioni del passato date da gonne quasi settecentesche (rivisitate nelle proporzioni) e pizzi romantici dal gusto un po’ dandy. Accostamenti inediti promuovono ancora una volta il militar-chic, accarezzato dai lontani venti balcanici che portano con sé pellicce e colbacchi, alamari e ricami, cappotti da Zarina e caldi colli sciallati. Il rock degli anni ‘60 prende sotto braccio incipriate bambole da minuetto.

Pronti per affrontare i lunghi mesi invernali solo un consiglio, questa volta per la bellezza dell’anima: “Tratta l’altro come vorresti essere trattato”: regala più fascino di qualsiasi modello glamour e oggi come oggi (ahimé), anche un pizzico di anticonformismo.



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