
Una leggenda indiana narra che:
«Alla nascita del Sole e di sua
sorella la Luna, la loro madre
morì. Così il Sole diede alla Terra
il suo corpo, dal quale sbocciò
tutta la vita e dal petto di lei tirò
fuori le stelle e le lanciò nel cielo
notturno per ricordarsi della sua anima».
Corpi celesti affascinanti, pulsanti di magia, le
stelle. Puntini brillanti che abitano la notte…
in realtà enormi globi di gas incandescente,
sospesi per qualche strana ragione sulle
nostre teste.
Sarebbe glamour manifestarsi con la stessa
luminosità. Come loro, divenire simboli di Luce
e della volta celeste, dinnanzi ai quali cedono
le tenebre.
Non sono poi realtà così diverse quella
umana e quella stellare, entrambe in grado di
splendere di luce propria!
Un vaneggiamento ubriaco? Divagazioni
divine di un essere terreno?
Forse, o più semplicemente un












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