Apr
16

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Su La Repubblica di oggi leggo queste due notizie:
Via libera del Governo al provvedimento sulle unioni di fatto
Primo sì ai Dico, i Pacs all’italiana (Bozza ddl Cdm 8.2.2007)
Primo sì al disegno di legge sulle unioni di fatto, che non si chiameranno più PACS, alla francese, ma DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Il Consiglio dei ministri dell’8 febbraio, assenti il Guardasigilli e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, ha approvato all’unanimità il ddl giudicato da Giuliano Amato migliore dei Pacs francesi. Nel testo è previsto, tra l’altro che in caso di malattia e ricovero le strutture sanitarie regolano l’esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza. Ciascun convivente può designare l’altro suo rappresentante in caso di malattia o di morte. Non potranno accedere ai diritti regolati dalla legge i condannati “per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra conviveva”. Il testo presentato è una bozza, soggetta a modifiche in qualsiasi momento fino alla sua presentazione in Parlamento. Com’è ovvio non entrerà in vigore prima dell’approvazione delle Camere, con probabili modifiche, e della pubblicazione in gazzetta ufficiale.(08 febbraio 2007)

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La differenza sessuale è per la Cei insuperabile
La nota dei vescovi contro i Dico (Conferenza episcopale italiana, nota 28.3.2007)
Una legge sulle unioni di fatto avrebbe effetti deleteri sulla famiglia perché toglierebbe al matrimonio la sua unicità: è durissima la presa di posizione della Conferenza episcopale italiana sui Dico, affidata a una nota del 28 marzo, immediatamente diffusa. Secondo i vescovi italiani è inaccettabile anche la legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso perché in questo modo si negherebbe la differenza sessuale che è “insuperabile”.
La nota dei vescovi esprime però rispetto verso gli omosessuali, perché queste osservazioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità della persona. Il diritto, avverte anche la Cei, ha il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.

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Quindi mi chiedo: mi chi l’avrà vinta? Già in passato, la sotria del nostro paese ha dimostrato che la pressione della gente può portare ad una svolta, ad una nuova possibilità (legge sull’aborto e sul divorzio) nonostante il parere contrario della Chiesa.
Quindi, diamo inizio a questa pressione!
L’appuntamento è ogni mercoledì alle 21,30 in via Romagnosi 15/r a Firenze, presso il centro Umanista “Lo Scossone”.



One Response to “Chi l’avrà vinta?”
  1. 1
    betty Says:
    11:09

    chi l’avrà vinta?
    bella domanda!!
    Se chiaramente stiamo inermi davanti a tutto queto, come a tutto quello che indecnte sta accadendo nel mondo la risposta è semplice … ‘avranno vinta loro, i pochi che credono di avere il potere.
    Ma come se è dietto varie volte la storia non si ferma e non si può fermare e credo quindi ce sia il momento di farcene carico sul serio unire le emnti e le forze e far risorgere il vero volere della gente…
    Io veramente quado leggo queste notizie mi viene una rabbia… e per fortuna cerco di fare qualcosa … altrimetni rimarrei solo arrabbiata e non serve a molto…

    un bacio
    betty

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