
“Articolo datato: mercoledì 12 maggio 2004”
Coppie gay nello Statuto della Toscana, prima Regione in Italia
La Regione Toscana è la prima Regione italiana a riconoscere, dopo un lungo ed acceso dibattito, le coppie gay nel proprio Statuto.
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Sposarsi come in una favola. Con il cocchio, i valletti, Mickey Mouse e Minnie come ospiti d’onore. Dove, se non a Disneyland, il mondo fantastico dove tutto è possibile? Ora lo è anche per le coppie omosessuali che vogliono promettersi amore eterno. La Walt Disney ha deciso di aprire alle coppie gay il suo popolare “Fairy Tale Wedding”. Ovvero, “Matrimonio da favola”.
(fonte “La Repubblica”)
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Leggo su “La Repubblica” di oggi:
… La signora Priscilla non riesce a darsi pace per la morte del figlio sedicenne: martedì scorso si è tolto la vita gettandosi dalla finestra della sua abitazione, al quarto piano di un’abitazione di Torino. Piange spiegando che suo figlio M. non sopportava più di sentirsi emarginato e insultato dai compagni di scuola che continuavano a ripetergli “sei gay, ti piacciono i ragazzi”. Ne aveva anche parlato con la preside, ma non era cambiato nulla…
…”Io lo sapevo - dice Priscilla - anche perché all’inizio del precedente anno scolastico si era confidato con me. Diceva che lo prendevano in giro, che gli dicevano ’sei un gay’, ‘ti piacciono i maschi’. Ne avevamo anche parlato con la preside”… “All’inizio non voleva più andare - prosegue la donna, - ha continuato a seguire le lezioni e i compagni lo hanno isolato dal gruppo, come se non fosse uno di loro, come se fosse diverso. Io ero preoccupata. Gli chiesi se voleva andare da uno psicologo, mi rispose di no”.
…Lo chiamavano Jonathan. Intervenimmo subito, sgridammo i suoi compagni, e da allora non è più stato notato nulla di insolito. Era bravo, garbato, sensibile. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno”.
Questa è una breve sintesi che mi ha lasciato una grande tristezza, ma anche mi ha fatto riflettere e mi ha lasciato una domanda che condivido con chi leggerà questo post:
dall’articolo sembra proprio che la responsabilità di questo gesto (ormai sempre più comune) sia da accreditare ai compagni bulli. Eppure io mi ricordo che quando andavo a scuola (un po’ di annetti fa ;-)) il gioco al massacro verso i compagni di classe c’era e come, eppure mai sentivo che qualcuno di uccideva o prendeva psicofarmaci, invece oggi…Ma veramente crediamo che la responsabilità di tutto questo sia solo del bullismo? Ma l’indifferenza della società? del “sistema”? Pensare di risolvere questa situazione “sgridando i compagni di classe” vi sembra una soluzione?
Il fatto che lo stereotipo gay sia Jonathan non c’entra niente?
Lascio questa riflessione come discussione aperta.
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