Questo è un breve estratto del documentario della BBC “Sex, crimes and Vatican“.
In questi giorni non si fa che parlare di rinfrescare il valore della famiglia e guarda un po’ da che pulpito arriva la predica…
Con questo non facciamo di tutta l’erba un fascio, però invece di altre prediche chiediamo rispetto e libertà di scelta.
Perchè qualcuno deve essere felice quando si può essere tutti tristi nello stesso modo?
Lo diceva in una sua famosa commedia Alessandro Benvenuti anni fa, ma purtroppo non c’è stata una grande evoluzione in questi anni ed i fatti, pre e post family day, ne danno l
Uno spezzone tratto dalla trasmissione condotta da Michele Santoro “Anno Zero” in cui lo scrittore Marco Travaglio dedica ogni settimana una lettera ad un personaggio. Nell’ultima trasmissione era dedicata a Monsignor Ruini e la proponiamo per chi se la fosse persa, come risposta alle tante caz….ops scusate, ai tanti commenti ascoltati al Family Day. (Fonte: Rai2 - Anno Zero del 10/05/07)
Bindi e Di Segni fanno infuriare gli omosessuali
Giornata di rabbia per il movimento gay.
Il rabbino Riccardo Di Segni scomunica le coppie omosessuali e il ministro della Famiglia Rosy Bindi le esclude dalla conferenza sulla famiglia.
E così il clima all’avvicinarsi del Family Day si arroventa ancora di più.
Il rabbino afferma che i Dico sono una “prima forma di riconoscimento legale” delle unioni omosessuali, mentre il Talmud babilonese respinge i contratti nuziale tra maschi e a questo divieto sono posti “limiti ritenuti insuperabili”. Dunque pollice verso non alle convivenze in genere, ma specificatamente alle coppie omosessuali maschili. “Non tutto è moralmente accettabile”, sancisce Di Segni, indicando l’”omosessualità maschile”.
Replica furioso l’ulivista Franco Grillini parlando di inaccettabile “razzismo anti-omosessuale”. Forse, aggiunge, il rabbino ha dimenticato che nei lager nazisti accanto agli ebrei c’erano anche gli omosessuali. Altrettanto tagliente il commento di Enrico Ollari, presidente di Gaylib, associazione omosessuale di centrodestra: “In Israele è riconosciuta l’unione gay celebrata all’estero. E a Tel Aviv, oltre alle tasse e alle norme sul diritto ereditario, le coppie di fatto godono di tutti i privilegi riservati alle coppie eterosessuali”. Segue la provocazione: “Il rabbino preferirebbe israelizzare l’Italia o vaticanizzare Israele?”.
Ma poiché due esegeti ebrei, fanno tre opinioni, ecco intervenire l’ex presidente delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto, con una posizione diametralmente opposta a Di Segni. “Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico - ha sostenuto - e nessuno pretende che siano riconosciuti nella “ketubba” ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione”.
Ad alzare la temperatura delle polemiche è calata sugli ambienti gay l’affermazione lapidaria del ministro Bindi, autrice con la collega Barbara Pollastrini del disegno di legge sui Dico: “Alla conferenza nazionale sulla famiglia, che si terrà a Firenze, non ho invitato le associazioni omosessuali, ma solo quella dei genitori di persone gay”. Reagisce amareggiata la diessina Anna Paola Concia del coordinamento Gayleft, contestando un accanimento anti-omosessuale: “Il ministro dice che non siamo famiglie, ma siamo rimasti gli unici in Europa a dire una cosa di questo tipo. Anche noi, invece, siamo famiglia”.
Sergio Lo Giudice, presidente dell’Arcigay, dà sfogo alla sua delusione: “Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso 26 aprile contro l’omofobia aveva visto giusto condannando come atti omofobici i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”. Grillini
Rosy Bindi si sente invece tranquilla: “So bene che questo causerà molte polemiche - ha detto - ma alla conferenza i destinatari delle legge sulle convivenze non sono legittimate a partecipare”.
Fonte: La Repubblica













