Oct
25

libero di scegliere

Divide La campagna antidiscriminazioni della Regione TOSCANA “Neonato omosex” in un manifesto choc

L’ArciGay: «Messaggio forte e chiaro. L’omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare».

FIRENZE: Il testimonial è un neonato. Un bel bambino roseo e paffuto, la mano sinistra protesa verso la bocca nel gesto, sublime e atavico, della suzione del pollice. Una perfetta e tranquillizzante icona dell’infanzia, quell’immagine, se non ci fosse qualcosa di inusuale e «diverso». Una fascetta da polso sulla quale, invece del nome del piccolo, c’è scritto homosexuel, omosessuale in francese. Il neonato gay è l’ultima trovata di una campagna pubblicitaria contro le discriminazioni di genere che la Regione Toscana ha presentato ieri con il patrocinio del ministero delle Pari opportunità provocando proteste e polemiche. Il manifesto, stampato in migliaia di copie, sarà affisso sui muri delle città toscane, negli uffici pubblici, davanti alle scuole. «Con questa immagine lanciamo un messaggio forte e chiaro, spiega De Giorgi. L’omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da
rispettare». «La Toscana è all’avanguardia e l’Italia dovrebbe seguirla» hanno commentato il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, e Franco Grillini, parlamentare della Costituente socialista e leader storico del movimento omosessuale in Italia.

Fonte : il corriere

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La Posizione di Stargayte

A questo punto la domanda nasce spontanea:
“Ma se invece si trattasse di una scelta cosa cambierebbe?”
Questo significa che il rispetto va dato solo a ciò che è considerato “naturale” e “immutabile”? L’intenzionalità umana non è degna dello stesso rispetto forse?
Cosa accade se uno sceglie il proprio orientamento, diventa un depravato da discriminare?

Una cosa è la natura ed un’altra l’intenzione dell’essere umano, la possibilità di trasformare la realtà, di conoscere, comprendere e scegliere.
Naturale o Intenzionale: sono due punti di vista differenti e chiediamo semplicemente che siano rispettati entrambi.

Riteniamo ambigua ed anche contraddittoria una campagna pubblicitaria a favore della tolleranza che parte discriminando un pensiero differente. Contraddittorio per chi si dichiara “progressista” affermare che qualcosa di “immutabile” possa portare ad un’evoluzione, quando da sempre l’evoluzione umana è legata al cambiamento e non alla stabilità, alla staticità.
Vorremmo sapere cosa ne pensano i promotori di questa campagna di chi, come noi, crede (anche per esperienza personale e non solo per propaganda o demagogia) che l’orientamento sessuale è una scelta.

La Regione Toscana ha creato una “task force” con le realtà LGBT toscane, alla quale anche Stargayte è stato chiamato a partecipare, ma, pur presenti durante gli incontri, non ci è mai stata presentata questa campagna, che quanto meno ci vede tra i diretti interessati, di conseguenza neppure è stata chiesta la nostra opinione in merito.
Infine, se veramente si crede che la Toscana sia all’avanguardia su questo tema, come si spiegano i recenti fatti accaduti all’interporto di Prato, le “spedizioni punitive” di Pistoia e la mancata risposta delle autorità ed istituzioni, quelle stesse che richiedono alle associazioni LGBT di tenere “un profilo basso”, le stesse che chiedono di far passare in sordina il Pride e che poi sbandierano il loro essere “all’avanguardia”, ma di cosa??

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A questo link trovate la posizione, sullo stesso argomento, di “Azione Gay Lesbica Firenze”



15 Responses to “Sono Nato Libero di Scegliere!”
  1. 1
    Niccolò Says:
    16:24

    Condivido alla grande!!!!

  2. 2
    betty Says:
    17:33

    CERCHIAMO LA SILVIA DISPERATAMENTE!!!!

  3. 3
    Gabs Says:
    17:48

    Silvia è una ragazza, impiegata alla regione toscana, che ha scritto una bellissima lettera a proposito della suddetta campagna. Il testo della lettera lo pubblicheremo sul prossimo post

  4. 4
    Jasmine Says:
    20:44

    La regione realizza una campagna contro le discriminazioni e noi ci diamo contro?
    Anche se si trattasse di una scelta è pur sempre una campagna coraggiosa, probabilmente, visto che siamo stati invitati alle discussioni, converrebbe affrontarla con loro senza darne troppa pubblicità negativa, almeno per ora, no?
    In ogni caso tutto potrebbe essere discutibile se non ci sono posizioni prestabilite ….
    Kiss
    Jasmine

  5. 5
    Gabs Says:
    23:30

    Si, ma non è che se uno mette il bollino “campagna contro la discriminazione” può sparare qualsiasi stronzata e pretendere pure appoggio senza domandarne prima l’opinione. Il dubbio gusto del manifesto mi sembra totalmente secondario, ciò che fa indignare è la posizione e lo slogan.
    Vorrei far notare che queste “care” istituzioni parlano anche di tolleranza e dialogo fra culture, ma poi emanano leggi ed ordinanze degne di un regime fascista nei confronti di immigrati. Sono state fatte campagne elettorali promettendo pacs, ribattezzandoli poi dico, ma alla fine hanno chiuso ben bene tutto in un cassetto e gettato la chiave in vaticano (chiedendo poi uno stato laico! alla faccia della contraddizione).
    Più volte ci hanno ricordato di “essere riconoscenti”, ma di cosa? Che si impegnino realmente per la non discriminazione, la riconoscenza uno se la deve meritare, non pretendere.
    Dovrei tenere un “profilo basso” per paura che tornino Berlusconi e la destra?
    Ma scusa, quando mai se ne sono andati?

  6. 6
    Giulio Says:
    08:48

    E’ una campagna che va decisamente nella direzione sbagliata…mi sembra che la leva su cui agisce di più sia una sorta di “compassione” per una condizione NON scelta, come per un incidente, o una malattia genetica.
    Le polemiche ci saranno e ci DEVONO essere: offuscheranno molto la situazione, e ritarderanno una SERIA campagna contro la discriminazione dell’orientamento sessuale: ma questa è stata un errore, grossolano e maldestro, i cui aspetti negativi superano di gran lunga quelli positivi.

  7. 7
    Paolo Colonna Says:
    12:22

    Totalmente in disaccordo con la vostra contro-campagna.
    Posso comprendere, ma solo fino a un certo punto, alcune riserve sulla foto scelta per la campagna della Regione Toscana: le ha espresse Gianni Vattimo, e se ne sta discutendo parecchio in rete e un po’ sui giornali.
    Di quella campagna la foto purtroppo ha un rischio, quello di incentrare l’attenzione dei media e l’opinione pubblica su questioni puramente genetiche. Invece il messaggio della campagna “l’omosessualità non è una scelta” è forte, chiaro, e importante.
    La campagna si rivolge principalmente agli eterosessuali, che spesso non sanno che non si sceglie di essere omosessuali o semplicemente non si sono posti il problema. Qualunque gay lo sa benissimo che l’omosessualità NON è una scelta, e pper questo motivo NON è reversibile. Eccome se lo sa.
    Il mesaggio contrario, ovvero che uno possa scegliere di essere omosessuale è totalmente sbagliato. Guarda caso, è quello che sta cercando di far passare la chiesa cattolica: l’omosessualità come scelta di vita alternativa, come peccato contro natura, come volontà di andare contro la morale comune e i valori tradizionali. È un messaggio estremamente pericoloso, perché sottintende che uno possa cambiare idea, o ancora peggio, che possano FARGLI cambiare idea. Cosa che qualunque omosessuale sa bene che NON è.
    Mi stupisco parecchio che voi abbiate deciso di promuovere un messaggio così fuorviante, pericoloso e completamente falso.
    Vi siete bevuti il cervello?

  8. 8
    gabs Says:
    12:49

    Ciao Paolo,
    dire che ci siamo bevutiil cervello mi sembra eccessivo, solo perchè non
    condividiamo la stessa posizione?
    A parte questo, il fatto che sia o non sia una scelta ritengo che sia
    soggettivo e non esista una verità assoluta, io non la penso come te,
    anche per esperienza personale e vogli tenermi la libertà di poter
    cambiare nuovamente in futuro se lo desidererò. Probabilmente tu hai
    un’esperienza diversa e la rispetto.

    Per quanto riguarda la chiesa e le sue posizioni non credo proprio che sia
    togliendo loro la giustificazione naturale che cambieranno atteggiamento e
    del resto non sono per niente disposto a scendere a compromessi solo per
    paura della loro posizione discriminante e chiusa.

    Non voglio il rispetto della gente solo perchè credono che sono nato così
    e non ci posso fare nulla. Io non sono nato così, me lo sono scelto e sono
    felice della mia scelta e se uno non è d’accordo non è un mio problema. Io
    non impongo il mio punto di vista nè le mie scelte, ma pretendo la stessa
    cosa.
    Grazie del commento
    Gabs

  9. 9
    Paolo Colonna Says:
    12:54

    No, mi spiace Gabriele.
    C’è modo e modo di esprimere le proprie perplessità sulla campagna per la Regione Toscana, ma voi avete scelto il modo più sbagliato per farlo.
    Se non siete convinti di quella campagna siete ovviamente liberi di dissentire: lo sta facendo Vattimo, lo stanno facendo altri.
    Però con il vostro messaggio - che secondo me è ancora più pericoloso, e ho spiegato perché - rischiate solo di generare confusione.
    Sono ovviamente convinto del contrario: di essere gay NON si sceglie.
    E sarei curioso di capire come potete pensare, per esempio, che un ragazzo come il giovane di Torino che si è suicidato perché non sopportava più chi gli faceva pesare la sua omosessualità potesse semplicemente decidere di NON esserlo invece di buttarsi dal balcone.
    Pensaci su.
    Ciao

  10. 10
    cornflakes_boy Says:
    12:57

    Posso dire la mia? Secondo me (e modestamente sono un pubblicitario di un agenzia internazionale ;-))l’immagine è centratissima.

    Perchè ogni gay è stato un neonato, indipendentemente che la sua omosessualità sia stata genetica, biologica, scelta, copiata da altri, imposta dai genitori, o indotta dalla visione di un film.
    Quindi l’immagine chiede proprio di accettare il fatto che un gay è una persona come tutte le altre, come lo sono i neonati che sono tutti uguali proprio perchè hanno pochi e uguali bisogni (mangiare, dormire e cacare). Un neonato lo si ama allo stesso modo, proprio percè non ci interessa se da grande farà il presidente di una società o il parcheggiatore abusivo.

    Il nervo scoperto è che un immagine così non lascia via di scampo a chi non ama i gay. Perchè quando si parla di adulti gay loro possono partire con i loro “ma”, i loro “se” e i loro “però” tirando in ballo tutta una serie di luoghi comuni che vanno da George Michael che batte nei cessi fino al fatto che i gay non procreano e quindi uccidono la società.
    Invece questa immagine chiede di accettare il gay in quanto persona in divenire, a priori, qualsiasi cosa poi decida di fare o di diventare in futuro. Ed è qui che casca l’asino, perchè si tratta di dire appunto che un bambino gay (o se vogliamo fare contenti quelli come voi, “un bambino che da grande farà l’amore con persone dello stesso sesso”) è uguale agli atri bambini che invece da grandi faranno sesso con persone del sesso opposto.
    Poi le sue azioni (tipo fare sesso occasionale tra i cespugli) potranno essere giudicate successivamente, secondo la propria morale.
    Ma a partire dal fatto che sul piatto della bilancia i due orientamenti sessuali abbiano lo stesso valore. Insomma la foto vuole sottolineare che dobbiamo tutti (etero, gay, trans, lesbiche, mancini, grassi, magri, daltonici etc) partire dal stesso punto di partenza, senza pole position. Una volta che “rinasceremo” tutti uguali come valore della persona, potremmo discutere delle eventuali differenze.

  11. 11
    cornflakes_boy Says:
    13:01

    Ovviemente il mio post di prima di riefriva all’immagine della campagna della regione Toscana, e non alla Vostra.

  12. 12
    Paolo Colonna Says:
    13:08

    Non so se si nasce gay o se lo si diventa. Francamente mi importa poco. Quello che so è che per me e per la maggioranza degli omosessuali essere gay è un modo di essere non reversibile.
    Affermare il contrario e ignorare le possibili conseguenze di questa contro-affermazione è ancora più grave, secondo me, delle implicazioni del determinismo genetico.
    Mi stupisco di come possiate ignorare tutti gli omosessuali che non avendo potuto scegliere di non essere gay hanno vissuto o ancora vivono questo modo di essere con sofferenza, dato il contesto in cui vivono.
    Nella maggior parte dei Paesi del Medio Oriente i gay vengono torturati, sbattuti in galera, impiccati o lapidati. Sono liberi di scegliere, secondo voi?

  13. 13
    Gian Mario Felicetti Says:
    13:24

    Quanto all’articolo a cui mi rimandi, è vero.
    L’IDEA DI FONDO
    L’idea di fondo e la finalità del messaggio sono lodevoli e sacrosanti. Biosgna finirla con questo clima di intimidazione e svilimento degli omosesussuali. La nazione ci deve indubbiamente delle scuse per come ci sta trattando.
    LA PROVOCAZIONE
    Non si può non cogliere una provocazione in questo messaggio, un andare fuori dalle righe. E sicuramente le critiche da muovere devono tenere conto che se i toni della polemica strabordano, è perché i politici omofobi di destra e di sinistra stanno esagerando e stanno danneggiando la Nazione. La forzatura di certe mentalità discriminatorie forzano e peggiorano l’identità sociale degli omosessuali, il loro modo di porsi di fronte ad una continua provoacazione mediatica in malafede.
    IL CONTENUTO DEL MESSAGGIO
    Detto questo, anche io non sono d’accordo con il messaggio di base della pubblicità. Gay non si nasce, così come non si nasce etero. E non è nemmeno vero che se uno è gay ci rimane per tutta la vita. L’identità sessuale, infatti, è sicuramente un aspetto fondamentale della personalità - dunque non una scelta a tutti gli effetti - ma non per questo è una realtà immutabile per tutta la vita, a tutti i costi. Una visione del genere è una reazione “rigida” a quelle forazature di cui parlavo prima. Comprensbile, ma non la condivido. Una visione più articolata della sessualità è un dato di fatto in molte culture più intellettualmente oneste della nostra. E, ci tengo a specificarlo, non sto dicendo che i gay possono guarire: una ignobile stronzata. PIuttosto offro il controesempio degli innumrevoli eterosessuali che ad un certo punto scoprono pruriti insospettabili - che esercitano senza farsi tanti problemi. Questa è la realtà. Se fossimo tutti più liberi, nessuno si sentirebbe costretto a fare pubblicità nazi-affini gridando - paradossalemnte - al diritto di libertà sessuale.

    LE LAMENTELE VERGOGNOSE
    Un’ultima cosa: che la gente per bene si scandalizzi è un vero spettacolo di cattivo gusto…gente che ha sempre da ridire, sparare sentenze, giudicare. Persone poco, poco serene.

  14. 14
    Giulio Says:
    15:15

    Il tema di fondo è, appunto, che GAY NON SI NASCE. (almeno, non ci sono prove, per ora). Se tu fai una campagna con un neonato con un braccialetto con scritto “homosexuel”, COSA DIAVOLO VUOI CHE PENSI LA GENTE??
    Mi dispiace sarò limitato, ma il messaggio più diretto che mi arriva è l’esatto contrario, cioé un neonato con un’etichetta già incatenata al polso. Ed è chiaro che non è così.
    Se la campagna voleva concentrarsi sul fatto che i gay sono come tutti gli altri, e quindi come tutti son stati anche bambini ecc. allora mi sa proprio che hanno completamente cannato il bersaglio, ma di brutto!
    Mi sembra già di vedere tutte le reazioni della gente che si possono riassumere in: “poverino, è nato così! non ci si può fare nulla.”
    COL CAZZO! Nessuno mi viene a compatire per una condizione che ho (e che magari, ma non credo, mi cambierà in futuro); e non appoggio una campagna che, secondo me, poggia sulla pietà e non sulla comprensione e il rispetto REALI, di una condizione paritaria alle altre.
    Se il “non è una scelta” non si riferisce solo a un possibile determinismo genetico, ma anche in generale al concetto che l’omosessualità è un dato di fatto che non cambia semplicemente volendolo (o pregando, come direbbe la chiesa!), io potrei anche essere d’accordo; ma, ripeto, se l’intenzione era questa, la campagna ha completamente mancato il bersaglio e il risultato finale sarà fuorviante e controproducente.

  15. 15
    teo Says:
    02:08

    Non sono gay. O forse sì, magari in futuro chissà, mi innamorerò di un uomo. O forse no. Chissà. Ho cercato sulla mia cartella di nascita, l’ho chiesta a mia madre. Ma li non c’è scritto e non lo sa nemmeno il mio medico di famiglia che mi segue da trent’anni. Ma allora vedrai che non sono gay… o forse si, magari il gene è in ritardo… sono sempre in ritardo io!
    Allora ho deciso, per le prossime 5 ore sono gay, poi torno etero a giorni alterni seguendo le fasi della luna. Però mentre tocco il mio lui, penserò con eccitamento a tutte le mie lei che abitano nelle mie fantasie…

    E quindi?!

    Concordo con quanto detto: “Ma se invece si trattasse di una scelta cosa cambierebbe? Questo significa che il rispetto va dato solo a ciò che è considerato “naturale” e “immutabile”?”"

    Ma concordo anche sulla posizione di chi afferma: “chi se ne frega se ci nasco o meno, voglio combattere per ciò che è importante per me e per gli altri”.

    Mi sembra di capire che sia chi fa la campagna che chi è contro la campagna, stia mettendo l’accento sulla scelta o sul naturale status. Per non parlare dei mass media e dell’imperante bigottismo che mette l’accento sull’immoralità di usare un bimbo. Ma il problema mi pare da tutt’altra parte: i di diritti umani, il diritto di essere ciò che voglio e che sento, il diritto di non essere discriminato, il diritto di superare la sofferenza.

    Lo hai scelto, bene, bravo! Ci sei nato, e ne sei felice? Bene bravo! e quindi?
    In tutto questo, prima di passare all’orario gay devo cercare nell’agenda quali sono i miei amici gay, perchè devo stare con i gay se sono gay, giusto? Poi il martedì, quando torno etero richiamerò gli altri nella speranza che non si siano accorti della mia assenza. Ma sai che? Uuuuuuhhhh che fatica, quanta energia sprecata. Io sono un essere umano, non sono nè gay nè etero… sono un fottutissimo essere umano rincoglionito da un sistema violento che vuole che uccida i miei fratelli esseri umani per una questione che riguarda tutti: gay, etero, trans, nonne, bambini, lesbiche, trav, politici, insegnanti ecc. Voglio essere intimo con chi mi pare, frega a qualcuno? Evidentemente sì, sarò discriminato al momento in cui scelgo un uomo. Ma basta osservare un po’ più in la e scopri che il mondo discrimina a prescindere da chi trombo:

    sei donna? sei discriminata.
    sei nero? sei discriminato.
    sei rasta? sei discriminato.
    sei ebreo? sei discriminato
    sei gay? sei discriminato
    sei single? sei discriminato
    sei povero? sei discriminato
    sei rumeno? sei discriminato.
    sei disabile? sei discriminato
    quanto potrebbe essere lunga questa lista?

    E quando le minoranze discriminate vedono solo la loro discriminazione, nulla cambia.
    Quando le minoranze si uniscono intorno al tema primario, succede qualcosa di nuovo.
    Che la sessualità serva a muovere energia in favore della vita!
    Questa sterile discussione serve solo a dividere chi è già diviso.
    Si combatte la diversità cercando l’uniformità… grosso errore; meglio combattere l’uniformità dando forza alla diversità.

    chi farà incazzare un commento del genere? NESSUNO, perchè non schierandosi nè sul bianco nè sul nero, bensì su ciò che crea grossa resistenza, passerà per molti inosservato, per altri inutile, per altri utopico, per altri inopportuno, per altri stupido ecc ecc.

    Invece mi schiero eccome. Mi schiero con le coscienze umaniste di tutti i tempi che lottano per superare ciò che realmente genera sofferenza.
    Forse un giorno saremo anche liberi di far l’amore per davvero.

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