
Mara Carfagna ha provocato proteste, tra ironia, rabbia e amarezza, dalle organizzazioni gay e dai partiti di opposizione ma non solo, la decisione del ministro alle pari opportunità (??? e di chi?) Mara Carfagna, di non dare il patrocinio al gay pride, sottolineando anche di essere contraria a riconoscimenti di diritti alle coppie omosessuali. Un replay dell’anno scorso quando si attirò contestazioni e strali per aver definito gli omosessuali
“costituzionalmente sterili”.
Ferisce la sensazione di chiusura, di blocco. “E con il muro contro o muro non si fa da nessuna parte ci vuole dialogo, non esclusione a priori”, la
contesta persino l’onorevole e compagna di schieramento Alessandra Mussolini che ammette: i problemi ci sono e vanno affrontati. Il neo
ministro - che dice di dormire molto male da quando è stata eletta all’alta carica - ribatte che non ci sono discriminazioni. “Forse è consigliata male dai suoi cinque amici omosessuali ricchi che vivono in un contesto sociale protetto”, sbotta Paola Concia, deputata Pd lesbica dichiarata. Perché le cronache raccontano altro: come la sedicenne accoltellata pochi giorni fa dalla madre perché amava una donna.
“In due anni ci sono stati omicidi e 50 atti gravi di violenza denunciati mentre migliaia sono gli episodi di discriminazione”, dice il presidente
dell’Arci gay Aurelio Mancuso che chiede un incontro col ministro “perché si distacchi dal mondo delle favole, smetta di fare la matrigna e torni in
quello dei comuni mortali costretti a nascondere il loro amore in famiglia, sul lavoro”.
Fonte: La Repubblica
Non pubblichiamo tutto l’articolo, con le dichiarazioni pro e contro la posizione della Carfagna, perchè forse le sue sterili parole hanno già avuto fin troppa eco. Certi che i suoi amici gay adesso l’ameranno ancora di più, consapevoli della sua comprensione.
Lo staff di Stargayte non può che orridire davanti a tutta questa inutile, stupida, violenta posizione, che in un momento delicato come quello che si vive oggi in Italia, non produce altro che il fomento della discriminazione, della guerra del “tutti contro tutti”, rafforzando la disintegrazione del tessuto sociale che si respira nelle nostre città, nelle relazioni umane. Cosa ancora più sconcertante è che tale posizione non è presa e dichiarata da un isolato estremista represso, ma da colei che dovrebbe rappresentare e garantire le pari opportunità degli italiani. Quindi non possiamo che dire:
Carfagna, Shame on you!












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