Jul
24
By: gabriele | Discussion (0)

agrressione a Roma

ROMA - Le hanno gridato “lesbica di m…” e poi l’hanno inseguita e colpita con dei calci. E’ successo domenica notte a una ragazza di 20 anni, aggredita a Roma perchè lesbica. Lo denuncia Arcigay Roma. La giovane, collaboratrice di Coming Out, storico bar omosessuale romano e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, stava tornando a casa dal lavoro quando è stata afferrata alle spalle, insultata e colpita, riportando contusioni su varie parti del corpo.

La Gay street di Roma è una via che da San Giovanni in laterano arriva fino al Colosseo. Lungo questa strada ci sono alcuni ristoranti, un albergo e un pub, il Coming Out appunto. Locale piccolo, ma dal grande valore simbolico. Non senza plemiche. Come quella che nei giorni scorsi è scoppiata tra l’Arcigay e il presidente del Primo Municipio Orlando Corsetti. L’associazione degli omosessuali aveva chiesto nei mesi scorsi che quel tratto di strada fosse pedonalizzato per quaranta giorni, perchè considerato un luogo con forte potere simbolico e identitario per migliaia di lesbiche, gay e trans. Inoltre la chiusura al traffico avrebbe, sempre secondo l’Arcigay, consentito la realizzazione di varie iniziative culturali. La questione si era però momentaneamente chiusa con un rifiuto da parte di Corsetti.

Fonte: La Repubblica

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Jun
30
By: Administrator | Discussion (0)

dangerous behavior

Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna

Facciamo Breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia.
Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos.
Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile.
Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”.
Graziella stava partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.
Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte.
Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay - Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002.
Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’ attivista riconosciuta da tutte e tutti.
Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco”.

Coordinamento Facciamo Breccia: http://www.facciamobreccia.org



Jun
08
By: gabriele | Discussion (3)

I'll be the next one!

ROMA, 7 GIU - Una quindicina di attivisti di un’organizzazione anticlericale, «Facciamobreccia», è stato condotto al posto di polizia presso il Vaticano dopo che hanno srotolato un striscione inneggiante al Gay Pride. Lo ha riferito un attivista in contatto col gruppo che comprende anche Ornella De Zordo, un consigliere comunale di Firenze. Verso le 19,30, mentre nella capitale il corteo dell’orgoglio omosessuale Gay Pride si era da poco concentrato in piazza Navona, il gruppo ha srotolato lo striscione con la scritta «San Giovanni negato, Vaticano occupato».
Il riferimento era al divieto a concludere il corteo a Piazza San Giovanni in Laterano, tradizionale meta delle edizioni passate del Gay Pride ma quest’anno negata dalle autorità per la concomitanza di un convegno dell’università Pontificia seguito da un concerto sacro nella basilica omonima.
De Zordo, componente del gruppo consiliare di sinistra Unaltracittà/unaltromondo, ha riferito il militante, ancora verso le 20,20 era trattenuta per procedure di riconoscimento assieme a militanti di Facciamo Breccia che si presenta come un coordinamento nazionale che organizza manifestazioni «No Vat, Autodeterminazione, laicità, antifascismo» in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi e proteste durante visite papali.
La stessa De Zordo ha confermato l’episodio precisando di essere stata trattenuta al posto di polizia assieme agli altri attivisti per «circa un’ora e
mezza». Il consigliere, contattato per telefono, ha sottolineato che è stata loro preannunciata una denuncia per «manifestazione non autorizzata»: una misura che la De Zordo considera esagerata dato che si sarebbe trattato soltanto di un’ «azione non-violenta» durata «solo tre minuti». Lo striscione, ha aggiunto, è stato subito abbassato e si è anche evitato che altri manifestanti confluissero sulla piazza, proprio per evitare problemi maggiori.
«Hanno alzato il tono», è stato un commento del consigliere riferito all’intervento della polizia contro il gruppetto manifestanti e la denuncia su cui i loro manifestanti «apriranno un contenzioso».

Fonte: ANSA

Testimonianza di una partecipante:

“Un breve report di quanto è avvenuto ieri, sabato 7 giugno, durante il Roma Pride 2008.
Il coordinamento “Facciamo breccia!” in nome dei valori :”autodeterminazione, laicità, antifascismo”, ha ideato e preparato con cautela e senza improvvisazione un’azione simbolica da farsi in Piazza san Pietro: 15 persone, adulte, consapevoli e munite di documenti, si sono recate nella piazza e, nel momento in cui lo hanno annunciato dal palco, hanno aperto uno striscione con scritto “Piazza san Giovanni negata, occupata piazza san Pietro”.
Dopo qualche minuto sono venuti agenti di polizia che hanno ritirato lo striscione (che è stato subito consegnato) e chiesto i documenti (prontamente consegnati). Non è stato lanciato nessuno slogan e l’azione è stata definita dai partecipanti “azione simbolica nonviolenta”. Sono stati fermati anche i numerosi turisti che hanno fotografato la scena e che si sono visti cancellare le foto. Una in particolare è stata fermata insieme ai 15. L’atteggiamento della polizia è stato all’inizio molto aggressivo. Solo l’autocontrollo e la determinazione delle persone fermate ha fatto sì che la situazione non degenerasse. Siamo stati fermati per circa 2 ore al Commissariato e alla fine rilasciati con l’annuncio che arriveranno le denuncie per “manifestazione non autorizzata”. Vari avvocati contattati in diretta hanno sostenuto che non ci sono affatto gli estremi per questo tipo di denuncia e una in particolare, venuta al commissariato, ha parlato a lungo con la polizia. Credo che sia molto grave che, di fronte a un’azione simbolica nonviolenta, si sia messo in moto un meccanismo di questo genere e che siano partite delle denuncie. Un ulteriore conferma di quel clima che vede a Roma la chiusura progressiva di spazi di espressione e di libertà. A dir poco (sono all’ordine del giorno aggressioni a immigrati, omosessuali e soggettività ritenute “fuori norma”).
Abbiamo così ritenuto di dare un piccolo contributo al movimento di “Facciamo breccia!” e più in generale a una difficile battaglia in atto sui diritti e sull’agibilità democratica,
O.



May
22
By: gabriele | Discussion (1)

Oggi, 22 Maggio 2008 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 il Movimento Umanista di Firenze e la rete semprecontrolaguerra invitano in PIAZZA BECCARIA al:

DIGIUNO DI SOLIDARIETA’ DAL 22 AL 29 MAGGIO 2008

CONFERENZA STAMPA
Venerdì 23 maggio ore 12 al Caffè Le Giubbe Rosse, piazza Repubblica - Firenze

DICHIARAZIONE DEL PORTAVOCE EUROPEO DEL NUOVO UMANESIMO
Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale” - è in realtà un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Come sostiene Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.
Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.
In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.
Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. Esprimiamo solidarietà agli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar, che a Praga hanno cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volontà del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel loro paese si decida democraticamente tramite un referendum.
Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la
pace e la coesistenza dei nostri popoli.

Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, né l’allargamento di quelle già esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.
Giorgio Schultze
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

Come primo passo si può firmare e diffondere la petizione on-line al link
www.nonviolence.cz per chiedere che l’installazione della base radar in
Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum. Nel sito si trova anche
informazione aggiornata sulla campagna.



May
21
By: gabriele | Discussion (0)

Shame on You!

Mara Carfagna ha provocato proteste, tra ironia, rabbia e amarezza, dalle organizzazioni gay e dai partiti di opposizione ma non solo, la decisione del ministro alle pari opportunità (??? e di chi?) Mara Carfagna, di non dare il patrocinio al gay pride, sottolineando anche di essere contraria a riconoscimenti di diritti alle coppie omosessuali. Un replay dell’anno scorso quando si attirò contestazioni e strali per aver definito gli omosessuali
“costituzionalmente sterili”.

Ferisce la sensazione di chiusura, di blocco. “E con il muro contro o muro non si fa da nessuna parte ci vuole dialogo, non esclusione a priori”, la
contesta persino l’onorevole e compagna di schieramento Alessandra Mussolini che ammette: i problemi ci sono e vanno affrontati. Il neo
ministro - che dice di dormire molto male da quando è stata eletta all’alta carica - ribatte che non ci sono discriminazioni. “Forse è consigliata male dai suoi cinque amici omosessuali ricchi che vivono in un contesto sociale protetto”, sbotta Paola Concia, deputata Pd lesbica dichiarata. Perché le cronache raccontano altro: come la sedicenne accoltellata pochi giorni fa dalla madre perché amava una donna.

“In due anni ci sono stati omicidi e 50 atti gravi di violenza denunciati mentre migliaia sono gli episodi di discriminazione”, dice il presidente
dell’Arci gay Aurelio Mancuso che chiede un incontro col ministro “perché si distacchi dal mondo delle favole, smetta di fare la matrigna e torni in
quello dei comuni mortali costretti a nascondere il loro amore in famiglia, sul lavoro”.

Fonte: La Repubblica

Non pubblichiamo tutto l’articolo, con le dichiarazioni pro e contro la posizione della Carfagna, perchè forse le sue sterili parole hanno già avuto fin troppa eco. Certi che i suoi amici gay adesso l’ameranno ancora di più, consapevoli della sua comprensione.

Lo staff di Stargayte non può che orridire davanti a tutta questa inutile, stupida, violenta posizione, che in un momento delicato come quello che si vive oggi in Italia, non produce altro che il fomento della discriminazione, della guerra del “tutti contro tutti”, rafforzando la disintegrazione del tessuto sociale che si respira nelle nostre città, nelle relazioni umane. Cosa ancora più sconcertante è che tale posizione non è presa e dichiarata da un isolato estremista represso, ma da colei che dovrebbe rappresentare e garantire le pari opportunità degli italiani. Quindi non possiamo che dire:
Carfagna, Shame on you!