In questa Italia segnata dalla latitante laicità salutiamo l’iniziativa del Partito Umanista di Roma, che per il girono di San Valentino sposerà in piazza coppie di ogni orientamento sessuale, come si può vedere nello spot realizzato (basta cliccare sulla foto in alto).
QUA puoi scaricare il comunicato stampa dell’iniziativa.
Rinnoviamo l’invito a tutte le coppie che desiderano sposarsi con la cerimonia umanista e magari possiamo organizzare la stessa iniziativa anche a Firenze, quindi contattateci: info@stargayte.net
Inoltre, sempre sullo scottante tema della laicità, segnaliamo la manifestazione NO VAT del 9 febbraio a Roma.
Si chiameranno Contratti di unione solidale, ovvero Cus, e non più Dico.
Il nuovo testo sulle unioni civili è stato presentato dal presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi al comitato ristretto della commissione. Su questo si discuterà nelle prossime settimane e, come per la legge presentata da Rosy Bindi e Barabara Pollastrini, anche questa proposta è destinata a scatenare polemiche.
Il contratto.
Le unioni civili, secondo il testo presentato da Salvi, saranno possibili tra persone anche dello stesso sesso. I Cus saranno stipulati con una dichiarazione congiunta davanti a un notaio o al giudice di pace. Quest’ultimo dovrà inserire in un apposito registro sia gli atti firmati in sua presenza, sia quelli redatti dagli studi notarili. Per modificare il contratto sarà necessario seguire lo stesso iter. I Cus potranno essere sciolti sia con un accordo comune tra la coppia, sia per decisione unilaterale di uno dei due contraenti. Il contratto viene meno anche per il matrimonio di uno dei due o per la sua morte.
I diritti.
I Cus accordano alle coppie una serie di diritti e benefici tipici dei coniugi. Se l’unione solidale è stata registrata da almeno nove anni, le coppie di fatto potranno ereditare i beni alla morte del convivente.
Il testo Salvi introduce infatti una quota legittima: un quarto del totale se il convivente deceduto ha figli, fratelli e sorelle; la metà se ci sono parenti fino al sesto grado; l’intera somma negli altri casi. I contratti di unione solidale prevedono anche il diritto di successione nel contratto di locazione. Le coppie di fatto potranno avere l’assistenza sanitaria e penitenziaria, usufruiranno di facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro e potranno decidere sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente.
Fonte: la Repubblica
Tutto il New England contro l’omofobia

Anche il New Hampshire, lo Stato per tradizione conservatore della Costa Est degli Stati Uniti d’America, ha approvato le unioni civili degli omosessuali. Quattordici voti favorevoli contro dieci contrari al Senato locale. E così tutto il blocco di paesi sulla costa atlantica settentrionale si conferma nel suo ruolo trainante contro l’omofobia.
Il primo Stato della federazione ad ammettere per legge il matrimonio tra individui dello stesso sesso è stato il Massachusetts, con una storica decisione della Corte Suprema locale nel 2004. I primissimi matrimoni di coppie gay o lesbiche furono celebrati nel comune di Cambridge, a pochi passi dalla Harvard University e dal MIT. E all’uscita del City Hall, ad accogliere i novelli sposi, ci furono centinaia di cittadini e passanti festosi. Iniziò allora una diaspora di coppie che, dall’Ohio e dalla California, dall’Illinois e dal Kansas, accorsero nelle città del Massachusetts per convolare a nozze. Ma molti Stati resero illegali i matrimoni celebrati fuori dai propri confini. Tra questi ci fu, da subito, anche il New Hampshire.
Il passo indietro compiuto oggi dal legislatore è di grande importanza, per due ragioni. Per prima cosa come frutto della virata liberal da parte di uno Stato che, storicamente, ha sempre rappresentato una riserva di voti conservatori. Nelle elezioni dello scorso anno, infatti, per la prima volta dal 1874 il partito democratico ha ottenuto la maggioranza in sede statale. Ma già i segnali di questa svolta si erano avuti nel novembre 2004, al momento delle presidenziali, quando l’abituale astensionismo locale era stato smentito da lunghissime code ai seggi elettorali e l’ago della bilancia aveva favorito John Kerry invece di George W. Bush, come si prevedeva. Il New Hampshire si era avvicinato così all’orizzonte politico e di valori dei suoi vicini.
Con i dovuti distinguo, certo. Poichè il Massachusetts resta a oggi l’unico dei sei Stati che costituiscono il New England a celebrare ufficilamente i matrimoni, mentre il New Hampshire si unisce a Maine, Vermont, Rhode Island e Connecticut nel legittimare le sole unioni civili. Di fatto, però, garantendo agli omosessuali gli stessi diritti delle coppie sposate.
La seconda ragione del peso di questa scelta sta, quindi, nel fatto che tutto il blocco del New England ha adesso una identità e un ruolo forte nella tutela dei diritti degli omosessuali.
Fonte: La Repubblica

Su La Repubblica di oggi leggo queste due notizie:
Via libera del Governo al provvedimento sulle unioni di fatto
Primo sì ai Dico, i Pacs all’italiana (Bozza ddl Cdm 8.2.2007)
Primo sì al disegno di legge sulle unioni di fatto, che non si chiameranno più PACS, alla francese, ma DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Il Consiglio dei ministri dell’8 febbraio, assenti il Guardasigilli e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, ha approvato all’unanimità il ddl giudicato da Giuliano Amato migliore dei Pacs francesi. Nel testo è previsto, tra l’altro che in caso di malattia e ricovero le strutture sanitarie regolano l’esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza. Ciascun convivente può designare l’altro suo rappresentante in caso di malattia o di morte. Non potranno accedere ai diritti regolati dalla legge i condannati “per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra conviveva”. Il testo presentato è una bozza, soggetta a modifiche in qualsiasi momento fino alla sua presentazione in Parlamento. Com’è ovvio non entrerà in vigore prima dell’approvazione delle Camere, con probabili modifiche, e della pubblicazione in gazzetta ufficiale.(08 febbraio 2007)
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La differenza sessuale è per la Cei insuperabile
La nota dei vescovi contro i Dico (Conferenza episcopale italiana, nota 28.3.2007)
Una legge sulle unioni di fatto avrebbe effetti deleteri sulla famiglia perché toglierebbe al matrimonio la sua unicità: è durissima la presa di posizione della Conferenza episcopale italiana sui Dico, affidata a una nota del 28 marzo, immediatamente diffusa. Secondo i vescovi italiani è inaccettabile anche la legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso perché in questo modo si negherebbe la differenza sessuale che è “insuperabile”.
La nota dei vescovi esprime però rispetto verso gli omosessuali, perché queste osservazioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità della persona. Il diritto, avverte anche la Cei, ha il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.
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Quindi mi chiedo: mi chi l’avrà vinta? Già in passato, la sotria del nostro paese ha dimostrato che la pressione della gente può portare ad una svolta, ad una nuova possibilità (legge sull’aborto e sul divorzio) nonostante il parere contrario della Chiesa.
Quindi, diamo inizio a questa pressione!
L’appuntamento è ogni mercoledì alle 21,30 in via Romagnosi 15/r a Firenze, presso il centro Umanista “Lo Scossone”.

“Articolo datato: mercoledì 12 maggio 2004”
Coppie gay nello Statuto della Toscana, prima Regione in Italia
La Regione Toscana è la prima Regione italiana a riconoscere, dopo un lungo ed acceso dibattito, le coppie gay nel proprio Statuto.
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